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Cosa vedere a Agrigento: le 7 cose migliori da conoscere

Cosa vedere a Agrigento: le 7 cose migliori da conoscere

 

Cosa vedere a Agrigento: la Valle dei Templi. Come si può iniziare la visita ad Agrigento se non partendo dalla stupenda Valle dei Templi? Collocato nella zona meridionale di Agrigento, dove sorgeva l’antica città di Akragas, il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi è l’area archeologica più vasta del mondo. Un luogo affascinante dove monumenti storici e bellezze naturali si fondono, creando uno spazio sospeso nel tempo: la collina da un lato, il mare dall’altro, ed al centro la valle in cui si trovano i numerosi templi greci realizzati in tufo, pietra che al tramonto dà il meglio di sé accentuando le sue sfumature dorate. L’imponente Valle dei Templi ospita i maestosi edifici sacri in stile dorico risalenti al VI e V sec. a.C.. Tra i più suggestivi vi segnaliamo il Tempio della Concordia, che è quello meglio conservato (vi sono ancora le 78 colonne originali), alla cui base della gradinata giace la statua in bronzo di “Icaro caduto“. Meritano di essere visitati anche: il Tempio di Zeus Olimpio, il più grande tempio del mondo antico, con i suoi numerosi telamoni, statue alte più di 7 metri rappresentanti Atlante mentre sorregge la volta celeste; il Tempio di Eracle (o Ercole), probabilmente il più antico tra quelli qui presenti e quello maggiormente messo alla prova dai numerosi terremoti che si sono susseguiti nella zona; il Tempio di Castore e Polluce (o dei Dioscuri), le cui pietre portano ancora i segni degli incendi verificatisi durante l’assedio di Agrigento, da parte dei cartaginesi nel 406 a. C.; ed infine il Tempio di Hera Lacinia (o Giunone), dove oltre a molte colonne ancora intatte, si può osservare un altare utilizzato per sacrifici e matrimoni.

 

Cosa vedere a Agrigento: il giardino della Kolymbethra. Una perla tra le perle, il giardino della Kolymbethra si trova in un piccolo avvallamento all’interno della zona centrale della Valle dei Templi. E’ una sorta di oasi magica dove sarete avvolti dai profumi e dagli aromi delle numerose specie di piante qui presenti: aranci, limoni, cedri, bergamotti, mandarini, ma anche mandorli, ulivi, allori, palme nane, ginestre… un vero paradiso terrestre! Dopo la visita alla Valle dei Templi, questo è il posto giusto dove passare qualche ora di relax, al riparo dal sole ed immersi in un contesto unico. Oggi il giardino della Kolymbethra è sotto la tutela del FAI, le cui scrupolose opere di restauro della vegetazione hanno permesso di riportare alla luce alcuni ipogei, costruzioni sotterranee create dall’uomo, sfruttando cavità naturali preesistenti, per ricavarne dei pozzi. Non dimentichiamo che il termine greco Kolymbethra va ad indicare proprio una sorta di piscina, utilizzata per giochi d’acqua durante l’epoca romana.

 

Cosa vedere a Agrigento: il Museo Archeologico Regionale Pietro Griffo. Nella zona periferica della città, e precisamente nella contrada San Nicola, è situato  il Museo Archeologico Regionale di Agrigento. Al suo interno sono conservati importanti reperti archeologici ed architettonici, che vanno dall’età antica al periodo ellenico, ritrovati nelle zone circostanti il capoluogo siculo, ma anche provenienti da Caltanissetta e Gela. Il Museo è suddiviso in diversi edifici: una parte è collocata all’interno del Convento di San Nicola (la biblioteca, la sala congressi e l’auditorium), mentre la maggior parte dei resti recuperati durante i lavori di scavo archeologico effettuati ad inizio ‘900, sono ospitati in altre strutture appositamente costruite là dove un tempo sorgeva la parte superiore dell’antica città di Akragas. La vasta collezione di reperti del Museo Archeologico Regionale di Agrigento è raggruppata in due sezioni, per un totale di 12 sale. Tra le opere più importanti qui conservate ricordiamo: l’immenso Telamone dell’Olympeion, collocato nella sala dedicata al Tempio di Zeus (“gemello” di quello conservato nella Valle dei Templi), l’Efebo di Agrigento, il Cratere a campana, a figure rosse su fondo nero, risalente al V sec. a.C. e rappresentante una lotta tra amazzoni, il tempietto “Oratorio di Falaride” ed il chiostro del Convento di San Nicola del ‘300.

Cosa vedere a Agrigento: la chiesa di Santa Maria dei Greci. Fino ad ora abbiamo trattato di luoghi bellissimi nei dintorni di Agrigento; ora invece ci addentriamo nella città vera e propria e andiamo a scoprirne alcuni dei monumenti più importanti. Uno di questi è la particolare chiesa di Santa Maria dei Greci. Costruita nel XII sec. sui resti di un antico tempio dorico (probabilmente quello di Atena Lindia e Zeus Atabyrios) al suo interno, e in parte del cortile, si possono ancora osservare, grazie alla pavimentazione in vetro, le fondamenta risalenti al periodo ellenico. La chiesa di Santa Maria dei Greci ha un portale in stile gotico mentre il prospetto è in stile arabo-normanno (in origine questa chiesa era di rito greco-ortodosso). L’edificio che affianca questa chiesa oggi ospita mostre temporanee.

 

Cosa vedere a Agrigento: la cattedrale di San Gerlando. Costruita dai normanni nell’XI sec. nel punto più alto della vecchia acropoli, la cattedrale di San Gerlando è stata ricostruita ed ampliata più volte nel corso dei secoli, anche a causa di numerosi terremoti che ne hanno minato profondamente l’edificio. L’esterno della chiesa, risalente al 1600, è in stile barocco; l’imponente campanile, con la balconata decorata, risale invece al XIV sec.. All’interno della cattedrale si è cercato di conservare l’atmosfera medievale originaria, a partire dallo stupendo soffitto ligneo, risalente al XVI sec.. Da visitare al suo interno il Museo diocesano e il Tesoro della cattedrale. Un “fenomeno” particolare che caratterizza questa chiesa è quello del portavoce, fenomeno simile a quello delle “colonne parlanti” della Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma. Il fenomeno del portavoce deriva dal particolare modo in cui è stata costruita la chiesa: chi si trova nella zona dell’altare può sentire chi parla, anche a bassa voce, all’ingresso della chiesa; la distanza tra i due punti supera gli 80 metri, ma il fenomeno è a senso unico: chi infatti si trova all’entrata della basilica non sente quello che viene bisbigliato nel presbiterio.

 

Cosa vedere a Agrigento: il Monastero di Santo Spirito. Il monastero di Santo Spirito, posto nel centro storico di Agrigento è di epoca medievale. A fine 1200 questo monastero fu donato alle monache benedettine dell’ordine cistercense; divenne poi un orfanotrofio e mensa dei poveri a fine 1800, mentre nella Seconda Guerra Mondiale è stato utilizzato come deposito d’armi. Oggi invece ospita il Museo Civico. In dialetto agrigentino il Monastero di Santo Spirito viene chiamato “Bataranni“, cioè “badia grande”, per sottolineare le imponenti dimensioni di questo monastero dalla facciata in stile gotico e l’interno in stile barocco.

 

Cosa vedere a Agrigento: la scala dei Turchi. Concludiamo la carrellata sulle cose migliori da conoscere di Agrigento, spostandoci ora lungo la costa, più specificatamente vicino a Porto Empedocle; dopotutto siamo in Sicilia e non possiamo dimenticarci del mare stupendo. Vi consigliamo una gita presso la scala dei Turchi, una falesia a picco sul mare, formata da calcare e argilla che ne conferiscono la tipica colorazione bianca. Questa scogliera ha la caratteristica di assomigliare ad una vera e propria scalinata che permette di essere scalata fino a raggiungerne la cima abbastanza facilmente, e di ammirare da lassù le due spiagge di sabbia fine, la costa agrigentina ed il mare turchese. A rendere molto nota nel mondo questa zona sono stati anche i romanzi che hanno come protagonista il commissario Montalbano, personaggio creato dello scrittore empedoclino per eccellenza, Andrea Camilleri, le cui vicende sono qui ambientate.

 

 



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